Facciata barocca in pietra bianca della chiesa di San Stae a Venezia, con colonne, statue e un lampione verde in primo piano
Chiesa di San Stae, Venezia — foto: Didier Descouens · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva a Venezia per la prima volta tende a puntare dritto verso Rialto e San Marco, e finisce per attraversare Santa Croce quasi senza accorgersene. È un peccato, perché questo sestiere, affacciato sull'ansa alta del Canal Grande, custodisce chiese splendide, palazzi trasformati in musei e campi dove la vita di quartiere scorre ancora con il suo ritmo. Ecco un itinerario a piedi, da fare con calma, partendo dalla fermata del vaporetto di San Stae.

San Stae, il barocco che si specchia nel canale

La prima cosa che si vede scendendo dal vaporetto è la facciata bianchissima della chiesa di San Stae, nome veneziano di Sant'Eustachio. Il progetto è dell'architetto Domenico Rossi, che nel 1709 vinse un concorso fra numerose proposte; i lavori furono finanziati grazie a un lascito del doge Alvise Mocenigo II. Fermatevi un momento sul campo a guardare le statue che animano colonne e frontone, opera di diversi scultori del primo Settecento.

All'interno, la navata unica e luminosa ospita un piccolo tesoro di pittura veneziana del Settecento: tra le tele ci sono un giovanile Martirio di San Bartolomeo di Giambattista Tiepolo e il Martirio di San Giacomo di Giovanni Battista Piazzetta, insieme a opere di Sebastiano Ricci e Giovanni Battista Pittoni. La chiesa fa parte dei circuiti di visita delle chiese veneziane, quindi conviene controllare in anticipo le modalità di accesso.

Palazzo Mocenigo e la moda della Serenissima

A due passi dalla chiesa, lungo la salizada di San Stae, si trova Palazzo Mocenigo, dimora di uno dei rami della celebre famiglia dogale. Oggi ospita il museo dedicato alla storia del tessuto, del costume e del profumo, parte della rete dei Musei Civici di Venezia. Le sale conservano arredi d'epoca, abiti e accessori che raccontano l'eleganza della Venezia settecentesca, mentre il percorso sul profumo ricorda il ruolo della città come crocevia di essenze e spezie provenienti dall'Oriente. È una visita raccolta, perfetta per un'ora di pioggia o per chi cerca qualcosa di diverso dai grandi musei.

Ca' Pesaro, il vicino illustre

Proseguendo verso il Canal Grande incontrerete la mole di Ca' Pesaro, il palazzo barocco progettato da Baldassare Longhena per la famiglia Pesaro. Vale la pena almeno ammirarne la facciata dall'acqua o dal ponte vicino: oggi ospita la Galleria Internazionale d'Arte Moderna e il Museo d'Arte Orientale, due collezioni che meritano una visita a parte, magari in una giornata dedicata.

Il Fondaco dei Turchi e i dinosauri sul Canal Grande

Camminando verso ovest si arriva al Fondaco dei Turchi, uno dei palazzi più antichi del Canal Grande, riconoscibile per il lungo porticato ad archi. Costruito nel Duecento per la famiglia Pesaro, dal primo Seicento all'Ottocento fu sede, deposito e mercato dei mercanti ottomani, da cui il nome. L'edificio che vedete oggi è frutto di un pesante restauro ottocentesco, ma la sua sagoma resta una delle più fotografate dal vaporetto.

Dal 1923 il palazzo ospita il Museo di Storia Naturale, intitolato a Giancarlo Ligabue. La sala più celebre è quella dedicata alla spedizione nel deserto del Ténéré, in Niger: qui è esposto dal 1975 lo scheletro quasi completo di un Ouranosaurus nigeriensis, lungo più di sette metri. Il resto del museo racconta la natura della laguna e la storia delle collezioni scientifiche: una tappa ideale se viaggiate con bambini.

Campo San Giacomo dall'Orio, il salotto del sestiere

Pochi minuti a piedi più all'interno si apre il campo di San Giacomo dall'Orio, ampio, alberato e frequentato soprattutto da residenti: bambini che giocano a pallone, anziani sulle panchine, studenti con un libro. È il posto giusto per capire come vive davvero questa parte di Venezia.

La chiesa che dà il nome al campo è tra le più antiche della città: la tradizione ne colloca la fondazione nell'alto Medioevo e l'edificio è stato rimaneggiato più volte nei secoli. Alzate lo sguardo sul soffitto ligneo trecentesco a carena di nave, costruito con tecniche simili a quelle dei maestri d'ascia dell'Arsenale. Tra le opere conservate spicca la pala di Lorenzo Lotto del 1546, la Madonna col Bambino e santi, uno dei pochi lavori dell'artista rimasti a Venezia; nella sacrestia nuova si trovano invece dipinti di Paolo Veronese.

Consigli pratici: l'itinerario si percorre comodamente in mezza giornata, alternando musei e passeggiate. Scarpe comode, una cartina offline e un po' di pazienza con le calli che cambiano nome a ogni angolo. Per orari, chiusure e modalità di prenotazione dei musei civici e delle chiese, fate sempre riferimento ai siti ufficiali della Fondazione Musei Civici di Venezia e del circuito delle chiese.

Santa Croce ha un pregio raro a Venezia: è centrale ma non affollata. Al tramonto, quando i gruppi tornano verso la stazione, i campi si svuotano e resta il suono dei passi sui masegni. È in quel momento che il sestiere mostra il suo volto migliore.

Vivere Santa Croce da Ca' Regina Santa Croce

Ca' Regina Santa Croce è un intero appartamento su più livelli in un caratteristico edificio veneziano, con ampie finestre affacciate sul canale e, secondo l'host, a circa 2 minuti dall'imbarcadero di San Stae: il punto di partenza ideale per questo itinerario.