Una barena della laguna veneta con vegetazione bassa e dorata, piccoli canali e acqua calma sotto un cielo velato
Barena nella laguna veneta — foto: StefanoM5 1985 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Dalle finestre di Venezia si vede soprattutto l'acqua dei canali, ma la città è solo il cuore di un mondo molto più grande: la laguna. Una distesa d'acqua bassa, isole, canali navigabili e terre che emergono e scompaiono con le maree, estesa secondo le stime più citate per circa 550 chilometri quadrati. È un ambiente di transizione, né mare né terraferma, che i veneziani hanno abitato, difeso e modellato per secoli, e che vale la pena conoscere almeno per una giornata durante il soggiorno.

Un patrimonio dell'umanità fatto d'acqua

Nel 1987 l'UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale il sito "Venezia e la sua Laguna". Il dettaglio non è secondario: a essere tutelata non è soltanto la città storica, ma l'intero sistema lagunare che la circonda, riconosciuto come parte inseparabile della sua storia. Il sito soddisfa tutti e sei i criteri culturali previsti dalla Convenzione, un caso raro nella lista. In altre parole, Venezia senza la sua laguna non sarebbe Venezia: è stata l'acqua a proteggerla, a nutrirla con la pesca e il commercio, a darle la forma che conosciamo.

Barene, velme e ghebi: il paesaggio delle maree

Allontanandosi dalla città in barca, il paesaggio cambia rapidamente. Compaiono le barene, terreni piatti e fangosi coperti di vegetazione bassa, che l'alta marea sommerge periodicamente. Sono ambienti preziosissimi: ospitano piante adattate al sale, offrono rifugio e nutrimento a moltissimi uccelli acquatici e contribuiscono a smorzare il moto delle onde. Le velme, invece, sono distese di fango quasi sempre sommerse, che affiorano soltanto con le basse maree più marcate. A solcare barene e velme ci sono i ghebi, piccoli canali sinuosi che disegnano sulla laguna trame simili a radici.

Ai margini della laguna si trovano poi le valli da pesca, specchi d'acqua delimitati dove da secoli si allevano pesci in modo tradizionale. È un paesaggio fragile, che dipende dall'equilibrio tra acqua dolce dei fiumi, acqua salata del mare e sedimenti: per questo la tutela delle barene è oggi uno dei grandi temi della salvaguardia lagunare.

Le isole minori

La laguna è punteggiata di isole, ognuna con un carattere proprio. Murano è legata da secoli alla lavorazione del vetro; Burano è famosa per le sue case colorate e per la tradizione del merletto, ed è collegata da un ponte alla vicina Mazzorbo. Torcello, oggi quasi disabitata, fu uno dei primi centri della laguna e conserva un antico complesso religioso con la cattedrale di Santa Maria Assunta. San Michele ospita il cimitero monumentale della città, mentre Sant'Erasmo è da sempre l'isola degli orti che riforniscono Venezia di verdure. Ci sono poi isole raccolte e silenziose come San Francesco del Deserto e San Lazzaro degli Armeni, legate a comunità religiose: le modalità di visita vanno verificate di volta in volta con gli enti che le gestiscono.

Lido e Pellestrina: i cordoni tra laguna e mare

A separare la laguna dall'Adriatico ci sono lunghe e sottili strisce di terra, i litorali. Il Lido è il più noto: un'isola allungata con le spiagge sul lato del mare e la vista su Venezia dal lato della laguna, dove si circola anche in auto e in bicicletta. Più a sud c'è Pellestrina, ancora più stretta, con piccoli borghi di pescatori affacciati sull'acqua e un'atmosfera lontana dai flussi turistici. Lungo il lato mare di questi litorali corrono i murazzi, imponenti dighe in pietra d'Istria che la Repubblica di Venezia costruì nel corso del Settecento per difendere la laguna dalle mareggiate.

La laguna comunica con il mare attraverso tre varchi, le bocche di porto di Lido, Malamocco e Chioggia, dove oggi si trovano anche le paratoie mobili del sistema MOSE, pensate per isolare temporaneamente la laguna durante le maree più alte.

Come esplorare la laguna da Santa Croce: dalla fermata di San Stae la linea 1 dei vaporetti percorre il Canal Grande e prosegue fino al Lido, senza cambi. Per Murano, Burano e le isole del nord le linee partono in gran parte dalle Fondamente Nove, sul versante settentrionale della città. Pellestrina si raggiunge dal Lido combinando autobus e battello. Linee e orari cambiano con le stagioni: verificateli sempre sui canali ufficiali ACTV prima di partire, e portate acqua e protezione dal sole nelle giornate estive.

Guardare la laguna con rispetto

Visitare la laguna significa entrare in un ambiente delicato. Restate sui percorsi segnalati, non calpestate le barene, non disturbate gli uccelli durante la nidificazione e, se noleggiate un'imbarcazione, rispettate i limiti di velocità: il moto ondoso erode le rive e le fondamenta. Il premio è un paesaggio di luce e silenzio che pochi visitatori di Venezia conoscono davvero.

Al rientro, Ca' Regina Santa Croce vi aspetta a circa 2 minuti a piedi dall'imbarcadero di San Stae, secondo l'host: comodo per chi passa la giornata tra le isole e torna in città con la linea 1.

Tra la laguna e il Canal Grande

Ca' Regina Santa Croce è un intero appartamento con ampie finestre affacciate sul canale, a circa 2 minuti dall'imbarcadero di San Stae secondo l'host. Fino a 4 ospiti, lenzuola e teli inclusi.